arti marziali: sumo

Giuseppe Leo 0
arti marziali: sumo

Il concetto del Sumo si comprende facilmente se si traduce la parola, infatti in giapponese vuole dire Strattonarsi. Di fatto è un tipo di combattimento che si pratica corpo a copro strattonandosi nel vero senso della parola. Lo scopo, fra i due lottatori detti Rikishi, è proprio quello di buttare a terra l’avversario, tutto questo nella zona detta Dohyo. Ha origini in Giappone e infatti è lo sport nazionale dello stato. I lottatori che si sfidano lo fanno seguendo una sorta di graduatoria, a differenza del Judo che segue i principi del peso. Per chi lo trova particolare e forse in alcune circostanze in cui ci sono lottatori abbastanza grandi, risulta simpatico il capo di abbigliamento da essi indossati. Si chiama Mawaski, in pratica una sorta di perizoma, certo molto più resistente di quelli che si indossano per moda. C’è solo una piccola differenza, i lottatori più alti in carica hanno un perizoma diverso, il suo nome è Kesho-mawaski, in base al grado cambiano anche i colori e i materiali. I Sekitori, ovvero quelli di rango più alto hanno in genere un perizoma di seta lingo quasi 10 metri e largo quasi 70 cm. Come si può notare infatti dal Mawaski tradizionale parliamo di un indumento bello spesso che viene avvolto più volte quasi a formare una corda di protezione.

Servirà per aggrapparsi al Rikiski avversario, può essere comunque indossato in modi diversi, per esempio più largo per mettere in difficoltà l’avversario nella presa per buttarlo a terra. Il Sumo in genere viene praticato dagli uomini, in maniera amatoriale anche dalle donne ma sarebbe impensabile praticarlo in maniera professionale da parte di quest’ultime. Una delle motivazioni è proprio il campo che viene utilizzato per questo sport. Le categorie del Sumo variano ovviamente, si parte dalle minori fino ad arrivare alle più esperte. Ma prima di tutto viene considerato come una vera e propria filosofia di vita, basato su regole comportamentali non solo durante il comportamento ma anche durante la vita in generale. Le regole durante il combattimento sono più quelle più facili da conoscere. Per esempio è vietato colpire con la mano a pugno, come se fosse la boxe. Ovviamente è vietato anche inferire con le dita negli occhi, ovvero con un vero e proprio tentativo di fare del male fisico all’avversario, come ad esempio tirargli i capelli e colpire al di sotto della cintura. Per di più i lottatori devono subire una dieta molto particolare visto e considerato che la loro stazza fisica è fondamentale per le prove di forza.

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