Salvagenti per bambini, quali modelli scegliere

Giuseppe Leo 0
Salvagenti per bambini, quali modelli scegliere

L’estate stà finendo”  citava una canzone del 1985, e chissà noi l’estate 2012 quando la vedremo visto che il tempo ci fa godere di brevi e languidi raggi di sole per pochi giorni alla settimana. Di questo sono contenti gli studenti universitari, ma se il tempo continua così non lo saranno i più giovani, tanto meno i giovanissimi, quelli che non vedono l’ora di andare a mare per imbracciare finalmente gli attrezzi del divertimento, paletta secchiello e salvagente o braccioli. Come al solito internet mette a disposizione numerosissimi modelli, scelta ardua per i genitori, scegliere in base alla funzionalità o al personaggio preferito dai propri figli. Il consiglio è quello di scegliere in base alla funzionalità, almeno nei primi mesi di vita, forse gli unici in cui un genitore ha la facoltà di scegliere. Ovviamente è sempre meglio iniziare con le classiche ciambelle che sotto hanno i due buchi per le gambe. Il bambino così inizia ad abituare le proprie gambe ad avere un contatto con l’acqua. Ma non solo anche a sviluppare la forza giusta per iniziare ad imparare a nuotare, infatti proprio per questa motivazione è utile dire al bambino di muovere le gambine sotto l’acqua. Un salvagente per bambini, spesso molto consigliato è quello che riporta davanti un volante, quasi a riprodurre una macchinina. Salvagenti come questo aiutano i bambini perché si sentono proprio come se fossero nelle macchinette dotate di rotelline sotto, con cui possono girare per casa.

Così facendo si sentono più spronati a muovere le gambine nella direzione in cui scelgono di andare. Scelte del genere gli permetteranno di indossare quindi già all’età di 5 anni solo i braccioli, questo perché con le gambe saranno già ben allenati. Basterà solo stargli accanto per consigliarli nel miglior modo possibile. Dopo i braccioli poi, quando il bambino si sentirà più sicuro, si può scegliere di prendere anche solo una ciambella o una tavoletta, di quelle in cui il bambino si regge poggiandoci solo le mani. Per la prima basta infilarcisi dentro e inclinando il dorso si muovono le gambe, questa non rappresenta che l’ultima fase del percorso per insegnare ad un bambino a nuotare grazie ai salvagente. Poi una volta cresciuto, una volta che il bambino avrà imparato almeno a tenersi a galla, non resta che prendere dei bei lettini gonfiabili. Un matrimoniale per la mamma e il papà è qualche singolo per i bambini, questo si che è un tipo di salvagente per tutte le età. Non a caso è fra quelli che più abbondano sulle spiagge.

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