per le neo mamme una memoria da elefanti

Giuseppe Leo 0
per le neo mamme una memoria da elefanti

Al primo figlio sono centinaia le ansie, i pensieri e le paure assalgono i neo genitori, ma per lo più le mamme, le quali vorrebbero avere un udito di Batman e i sensi di Spiderman per tenere sempre tutto sotto controllo. Ma alcuni studi recenti hanno confermato che da neo mamme la memoria fa un leggero salto di qualità. Dei test visuo – spaziali,  ovvero l’abilita nel percepire e ricordare determinate informazioni e situazioni su ciò che le circonda, hanno infatti evidenziato risultati migliori da parte di donne divenute mamme verso donne che non hanno mai avuto un figlio. Infatti non viene difficile intendere il perché, visto che si dice sempre che con i bambini più occhi ci sono e meglio è. La morte di culla infatti è uno degli incidenti più comuni, sono in molti infatti a prendere la sana abitudine che in alcuni casi diventa un vero e proprio vizio di andare dal proprio figlio anche mentre dorme e controllarne il respiro. Questa scoperta sulla memoria è stata presentata da una ricercatrice dell’Università di Miami ad un incontro dell’Associazione degli psicologi americani. Eppure studi precedenti sull’argomento avevano evidenziato l’esatto opposto, ovvero che il parto nelle donne ne peggiorasse le capacità.

Eppure cercando si scoprono tanti altri metodi per migliorare la propria memoria e non hanno niente a che fare con integratori e medicinali, bensì sono metodi naturali che spesso però trascuriamo. Uno di questi, dopo quello ipotetico sopra citato è il riposo. Molto spesso infatti, soprattutto gli studenti puntano a bombardare la propria mente di informazioni fino all’ultimo momento convinti che l’effetto bombardamento aiuti a ricordare meglio ma così non è. Scienziati dell’Università di Edimburgo hanno infatti evidenziato che piccole pause aiutano a tutti a migliorare la propria memoria. Degli psicologi, grazie ad un test con uomini e donne di età media di ricordare dettagli di storie ascoltate. Dopo la prima storia ai volontari è stato chiesto di riposare per 10 minuti in una stanza buia e chiudere gli occhi. Mentre dopo la seconda storia sono stati distratti da un altro compito. Alla fine essi hanno ricordato più cose della storia che aveva preceduto il riposino. Molto simile quindi, ad esperimenti già fatti in passato dove si mostrava che nell’apprendere una lista di dettagli, si ricordava molto di più se fra l’apprendimento e la ripetizione si riposava anche solo un paio di minuti. Addirittura i dettagli sono rimasti impressi anche una settimana dopo l’esperimento, quindi mostrando effetti anche sulla memoria a lungo termine.

Lascia un tuo commento »

What is 4 + 4 ?
Please leave these two fields as-is:
Attenzione: per poter pubblicare il tuo commento devi fare la somma dei numeri che vedi (abbiamo introdotto questo controllo per via del troppo Spam)