Euro 2012: Italia, buona la prima

Luna 0
Euro 2012: Italia, buona la prima

Quanti di noi si sono guardati con aria rassegnata dopo quel 3-0 subito dalla Russia, pensando all’Italia all’Europeo? Quanti di noi hanno detto: “faremo una pessima figura” o “la Spagna ci umilierà”? Tanti, se non tutti. C’è ancora chi lo dice, certo, ma questo perché tra i tifosi, della nazionale soprattutto, c’è sempre una frangia di bastian contrari, come quelli che dicono di non seguire mai gli azzurri ma che sono stati visti urlare come pazzi in occasione del Mondiale 2006.
I tifosi dell’Italia sono così: pessimisti e disfattisti, nonché troppo legati alle maglie e alle rivalità di appartenenza. Ma anche autoironici: da segnalare lo striscione “Non ci deludete: abbiamo $commesso su di voi” che ha del geniale. Sul web e nei bar impazzano le polemiche su Giaccherini convocato, su De Rossi in difesa, su Balotelli sopravvalutato. Fatto sta che l’Italia ieri ha fatto un’ottima figura e, come se non bastasse, l’ha fatta con i migliori al mondo. Sì, i migliori, questo dicono gli ultimi trofei: Europei 2008 e Mondiali 2010.
Un monumentale De Rossi, un generoso Cassano, un Buffon in stato di grazia e finalmente un Di Natale in nazionale. Dall’altra parte abbiamo trovato un grande Casillas, un infaticabile Silva e un Iniesta che sembrava un cyborg, che Bonucci non sapeva più come fermare, se non prendendolo a calci e beccandosi un’ammonizione.
Il primo tempo, tatticamente perfetto, vede la nostra nazionale contenere gli spagnoli e ripartire, non relegandosi a un ruolo di catenacciari, come molti giornali spagnoli, e non solo, avevano accusato fino alla vigilia. Del Bosque sceglie di non affidarsi a punte di peso, lasciando Torres in panchina e mandando in campo Llorente, scelta molto criticata dalla stampa iberica. Come del resto la nostra stampa ha criticato la scelta di De Rossi in difesa, lasciando Ogbonna in panchina e Astori a casa. Nella prima frazione di gioco, vibrante e combattuta, vanno segnalate un paio di occasioni da una parte e dall’altra: al 22′ Cassano, lanciato in profondità da Marchisio, mette la palla di poco fuori con un diagonale; al 30′ Iniesta impegna Buffon con un sinistro rasoterra, mentre al 44′ tenta un pallonetto che va poco sopra la traversa. Nei minuti finale del primo tempo Casillas nega il gol a un colpo di testa di Thiago Motta, trovato da un cross millimetrico di Cassano.
Nel secondo tempo la Spagna parte meglio, più aggressiva e più pericolosa: il solito Iniesta va vicino alla rete al 51’ con un tiro da posizione molto angolata. Per l’Italia un’occasione incredibile capita tra i piedi di Balotelli, abile a rubare palla a Sergio Ramos, ma lentissimo al momento della conclusione, tanto da permettere al difensore spagnolo di recuperare. È però il momento di Di Natale che sostituisce lo stesso Balotelli: filtrante di un fantastico Pirlo e scatto dell’attaccante dell’Udinese, che al 61’ insacca il pallone per la sua e la nostra immensa gioia.
Ma stiamo parlando dei campioni del mondo, che non intendono subire passivamente lo svantaggio. Appena 3 minuti dopo, infatti, Silva inventa per Fabregas, che batte un incolpevole Buffon. Il finale per l’Italia è una sofferenza: sembriamo più stanchi degli spagnoli e al 74′ è ancora Buffon a togliere le castagne dal fuoco, portando via la palla a Torres con i piedi. Abbiamo però il tempo di dare un paio di ultimi scossoni a Casillas: un tiro al volo di Di Natale al 78’ su cross splendido di Giovinco, entrato al posto di Cassano, e una sgroppata di Marchisio all’89’ che arriva troppo stanco alla conclusione.
Di fianco un’interessante statistica sui passaggi delle due squadre, che fa prevalere la Spagna, anche se la maggior parte dei passaggi sono all’indietro.
Forse finora è stata la più bella partita dell’Europeo, confermato anche dai giornali stranieri, che esaltano la prova italiana. Con l’Italia, però, il rischio di steccare è sempre dietro l’angolo. Con la vittoria della Croazia sull’Irlanda diventa fondamentale la prossima partita, proprio con la Croazia. La vittoria consentirebbe di gettare una seria ipoteca sul passaggio di turno, considerando che la modesta Irlanda non dovrebbe dare grattacapi alla Spagna.

 

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